Se non hai una storia costruisciti un mito

48487-apple-amazing-apple-hdSecondo un pregiudizio piuttosto diffuso,  è possibile lavorare facendo storytelling solo su aziende dalla lunga (ed avvincente) storia. Se ciò fosse vero, lo storytelling in sé sarebbe inutile: che senso avrebbe infatti raccontare una storia che già esiste? Tralasciando il dettaglio che ogni racconto può essere narrato in modi differenti e partendo da una serie infinita di differenti punti di vista, è comunque non solo possibile, ma fondamentale, per un’azienda agli esordi lavorare sulla propria storia. Paradossale? Io dico di no. Pensateci un attimo. Se vi dico: “Io e un mio amico fondammo la nostra azienda nel garage dei miei genitori quando avevo appena vent’anni. Abbiamo lavorato duro, e in dieci anni l’azienda è cresciuta: da noi due soli in un garage sino ad una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti”, capite tutti a chi mi riferisco e di quale azienda sto parlando, la Apple di Steve Jobs. Ebbene, questo è esattamente quello che si chiama un “mito fondativo”:  la Apple deve buona parte del suo successo proprio alla capacità dei suoi fondatori (in particolare di Jobs) di aver creato un vero e proprio sistema mitologico attorno al suo prodotto. Io non so se la storia del garage sia vera oppure no, anche se penso che un fondo di verità ci sia (come del resto c’è in tutte le leggende). Il punto è un altro: è che funziona. E perché funziona? Appunto perché incarna uno dei miti più forti della società contemporanea, quello del “self-made man”, l’uomo che si è fatto da sé, componente fondamentale del sogno americano. Sarebbe stato del tutto diverso se la biografia di Steve Jobs fosse stata più lineare (studi universitari completati, ingresso in una grande azienda, ecc.). Certo, la Apple avrebbe realizzato gli stessi buoni prodotti, ma sarebbe venuta a mancare quell’aura che fa di questi prodotti dei veri e propri oggetti di culto. Ma attenzione, non sto dicendo di inventare nulla. Mai come in questo periodo infatti, in un mondo dove reperire informazioni è diventato facilissimo, le bugie hanno le gambe corte, e raccontare frottole rischia di essere del tutto controproducente, essendo molto concreto il rischio di essere smascherati senza troppi sforzi . Quello che vi sto dicendo è di raccontare come davvero è nata la vostra azienda, ma di farlo con un pizzico di poesia e di magia. Questo farà si che voi, la vostra azienda e i vostri prodotti rimaniate impressi nella mente di un pubblico che, potendo scegliere tra migliaia di prodotti simili, si orienta verso quelli che soddisfano non solo i loro bisogni concreti, ma che danno loro quel “di più” intangibile che è appunto il mito di cui sentono così di entrare a far parte.

P.S.: Il logo stesso della Apple rimanda ad un altro mito, per l’esattezza al “mito fondativo” per definizione….

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