SEO o promozione: questo è il dilemma!

A magnifying glass hovering over several words - search, engine, optimization, focusing on acronym SEO

Al di là della grafica più o meno accattivante, ci sono aspetti meno evidenti ma sicuramente più importanti di cui tenere conto quando si valuta l’efficacia e l’efficienza di un sito. Il principale di questi è lo studio del SEO che sta dietro ad un prodotto comunicativo orientato al web[1]. Il SEO[2] ha il compito di rendere reperibile un determinato sito e comprende una serie di azioni mirate proprio a questo. Tanto per indicare alcuni di questi passaggi: selezione delle parole chiave, valutazione delle stesse servendosi di strumenti quali googletrends, benchmarking  con i principali e più diretti competitors, simulazioni del comportamento dell’utente tipo (quali parole userà per le sue ricerche? In che ordine?).

Tutto ciò ha un duplice scopo: individuare quelle che sono le parole chiave da inserire nel codice del sito (non visibili all’utente) e quelle attorno alle quali vanno costruiti i testi di ogni singola pagina. Quanto descritto sino ad ora mira ad ottenere il migliore  posizionamento possibile (cioè la posizione che la nostra pagina raggiunge nell’elenco di Google quando vengono utilizzate determinate parole)[3].

L’espressione  “miglior posizionamento possibile” non è casuale. Com’è facile intuire, ci sono più siti che rispondono ai criteri di ricerca di un utente. Allora come è possibile che alcuni di essi occupino posizioni migliori di altri? Le variabili sono numerose: coerenza di contenuti (cioè quanto i testi del sito sono pertinenti con i termini utilizzati dall’utente per la sua ricerca), anzianità (da quanto il sito, o più propriamente il dominio, è attivo);  le già citate mappa e parole chiave. Ci sono anche dei fattori che penalizzano il posizionamento, ad esempio l’incoerenza delle keywords: se Google si “accorge”  che le parole chiave non corrispondono al contenuto del sito interviene “nascondendolo” o penalizzandolo nel posizionamento. Fino a questo punto si è parlato  di quelle che sono le operazioni necessarie per far si che il nostro sito “esista” sui motori di ricerca. Altra cosa è promuoverlo, mettere in atto cioè tutte quelle azioni tese a portarlo all’attenzione del grande pubblico. Non si può quindi non parlare della pubblicità su Google (Google AD). Come funziona la pubblicità su Google? La questione è complessa e va sicuramente valutata caso per caso, anche perché, a differenza di quanto detto sino ad ora, la promozione comporta un investimento ad hoc.  Comunque in linea di massima il processo per realizzare un annuncio su Google può essere così schematizzato:

  1. Innanzitutto è necessario stabilire un budget massimo ed un periodo per la nostra campagna;
  2. Si realizza una Landing page (che può essere interna od esterna al nostro sito);
  3. Si definisce una lista di parole chiave (possibilmente poche ma pertinenti);
  4. Si scrive un annuncio breve ed incisivo;
  5. Si dà il via alla campagna;
  6. Si controlla periodicamente l’andamento della campagna e si pongono in essere eventuali azioni correttive.

Anche qui stabilire quali siano i criteri adottati da Google per stabilire la gerarchia del posizionamento degli annunci è tutt’altro che semplice. In ogni caso  è certo che i criteri sui quali Google basa le sue scelte sono la  qualità dell’annuncio e l’investimento. Non è detto che chi è disposto a spendere di più ottenga automaticamente il posizionamento migliore: infatti se un concorrente con un budget più ridotto ha una qualità maggiore verrà comunque premiato.

Nello stabilire l’opportunità di una campagna a pagamento[4] bisogna inoltre tenere conto di un altro fattore importante: il tasso di conversione, che, detto in parole semplici, indica quanti  dei soggetti che hanno visualizzato l’annuncio si sono poi realmente trasformati in clienti.

Per concludere si può sostenere che avere un sito fatto “a regola d’arte” oggi come oggi è indispensabile e rappresenta una buona premessa sia ad un buon posizionamento “naturale”, sia ad una eventuale campagna a pagamento, che però come detto va attentamente valutata.


[1]             Altri aspetti da non trascurare sono la responsività (cioè la capacità del sito di adattarsi ai dispositivi portatili, la leggibilità (uso dei colori, dimensione e tipologia dei caratteri, ecc.) e la facilità d’uso (le informazioni sono facilmente reperibili? Il sito è facile da navigare?); tutti aspetti premiati dai motori di ricerca.

[2]                Search Engine Optimization (ottimizzazione per i motori di ricerca).

[3]              Altra cosa è l’INDICIZZAZIONE di un sito: in pratica si tratta di comunicare a Google che il sito esiste e dichiararne la mappa: senza l’indicizzazione non è possibile il posizionamento; l’indicizzazione ha il compito di indicare agli “spider” di Google (cioè dei programmi che esplorano i singoli siti alla ricerca delle parole chiave) come muoversi più agevolmente.

[4]              Non bisogna trascurare il fatto che esistono comunque una serie di opportunità a costo zero per incrementare la visibilità della nostra azienda: registrarsi su google+, iscriversi a siti specializzati quali misterimprese, infoimprese, guidamonaci, ecc. Altra cosa da non dimenticare è di mettere le didascalie le immagini e inserire le keywords anche nelle singole pagine relative ai prodotti;  linkare (e farsi linkare) soggetti esterni. Infine sfruttare i social ma farlo con oculatezza: avere una pagina Facebook che non viene regolarmente seguita è peggio che non averla!

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